Torno ancora sull'argomento (qui un mio post precedente) perché pare che non si riesca mai a capire chi abbia veramente ragione. Una guerra di cifre e dati tra il presidente Chiodi, che parla di regione virtuosa, e l'opposizione, che riferisce di un Abruzzo maglia nera nell'impiego dei fondi comunitari. Una mia opinione spassionata? Vecchio trucco, ciascuna delle parti cita solo i dati favorevoli alle posizioni espresse, con il risultato che il cittadino non ci capisce una cippa.
Diamo allora i numeri.
Diamo allora i numeri.
Secondo i dati ufficiali della Ragioneria Generale dello Stato (RGS Europa), aggiornati al 31/10/2011, l'Abruzzo è abbastanza in linea con la media delle regioni del centro/nord per ciò che concerne le risorse del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR): ha impegnato il 46, 85% con pagamenti che raggiungono il 28,92%. Grave il ritardo sul Fondo Sociale Europeo (FSE): circa il 21% di somme impegnate e spese effettive per 14,75% (Abruzzo ultimo tra le regioni dell'obiettivo competitività).
Per ciò che attiene invece i fondi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (FEASR) è disponibile il dato al 31 dicembre 2011: lo stato di avanzamento delle spese è pari al 40,64% dei fondi assegnati (comunque al di sotto della media nazionale che è pari al 43,32%). Qui però, secondo i calcoli della rete rurale nazionale, "il rimanente da liquidare di quota FEASR 2009-2010 al fine di evitare il disimpegno automatico al 31 dicembre 2012" è di oltre 19 milioni di euro. Tradotto: se non spendiamo entro il 31 dicembre di quest'anno la somma relativa a quelle annualità quei danari torneranno a Bruxelles...
Quali sono i motivi dei ritardi nell'avanzamento della spesa? Nei bollettini ufficiali viene citato il terremoto quale emergenza che ha rallentato la macchina regionale.
Ma, mi chiedo, non ci saranno forse anche altre criticità, meno legate all'imponderabile, che sarebbe bene prendere in considerazione? Prendiamo ad esempio i tempi di istruttoria, lunghissimi. Ci sono casi in cui tra la scadenza del bando e la pubblicazione delle graduatorie dei progetti passano 12 mesi o più. Un'eternità per un imprenditore che deve misurarsi quotidianamente con il mercato. Non di rado, molti rinunciano alla realizzazione dell'investimento (perché nel frattempo alcune variabili sono cambiate) o chiedono rimodulazioni che dilatano ulteriormente i tempi dei pagamenti e della chiusura effettiva delle operazioni di cofinanziamento...
Tempi lunghi dovuti sicuramente alla disorganizzazione dell'apparato burocratico della regione. La tendenza infatti è spesso quella di affidare a professionisti esterni, reclutati a mezzo di un ulteriore bando (sigh!), la valutazione delle pratiche. Vi immaginate voi tre o quattro poveri cristi che devono esaminare centinaia di domande?
Piccoli suggerimenti:
Quali sono i motivi dei ritardi nell'avanzamento della spesa? Nei bollettini ufficiali viene citato il terremoto quale emergenza che ha rallentato la macchina regionale.
Ma, mi chiedo, non ci saranno forse anche altre criticità, meno legate all'imponderabile, che sarebbe bene prendere in considerazione? Prendiamo ad esempio i tempi di istruttoria, lunghissimi. Ci sono casi in cui tra la scadenza del bando e la pubblicazione delle graduatorie dei progetti passano 12 mesi o più. Un'eternità per un imprenditore che deve misurarsi quotidianamente con il mercato. Non di rado, molti rinunciano alla realizzazione dell'investimento (perché nel frattempo alcune variabili sono cambiate) o chiedono rimodulazioni che dilatano ulteriormente i tempi dei pagamenti e della chiusura effettiva delle operazioni di cofinanziamento...
Tempi lunghi dovuti sicuramente alla disorganizzazione dell'apparato burocratico della regione. La tendenza infatti è spesso quella di affidare a professionisti esterni, reclutati a mezzo di un ulteriore bando (sigh!), la valutazione delle pratiche. Vi immaginate voi tre o quattro poveri cristi che devono esaminare centinaia di domande?
Piccoli suggerimenti:
- ridurre il numero di persone, spesso appartenenti alle diversi corti assessoriali, la cui funzione è quasi esclusivamente quella di portare a spasso la cravatta per gli uffici regionali;
- investire nella formazione del personale interno, anche per creare dei nuclei di valutazione efficienti ed efficaci;
- introdurre meccanismi di partecipazione ai bandi basati su una preselezione dei progetti più interessanti e meritevoli;
- adottare procedure elettroniche per la presentazione delle istanze.
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