Annunciata
la lista dei primi 21 progetti finanziati dal programma di cooperazione
interregionale Urbact III nell'ambito del primo bando della programmazione
2014/2020. Si tratta dei cd. "Action Planning Networks" finalizzati a
sostenere l’ideazione e la realizzazione di strategie urbane integrate basandosi sul mutuo
apprendimento e sullo scambio di buone pratiche tra le città coinvolte.
Tre le realtà italiane coinvolte come capofila, Napoli, Genova, Piacenza, tutte con precedenti esperienze alle spalle in progetti URBACT II realtivi al periodo 2007/2013.
Ricordo che la call prevede la possibilità di ampliare le partnership inizialmente finanziate, per cui altre città interessate potranno contattare i promotori in elenco allo scopo di proporre le proprie candidature.
Ecco un breve approfondimento sui progetti italiani.
DISARMED CITIES - Sustainable management of
military assets in urban areas”
LE MOTIVAZIONI
Il tema del recupero e della
riqualificazione delle aree militari dismesse, con l’obiettivo di restituire
alla collettività spazi di coesione sociale e opportunità culturali, è centrale
nella pianificazione urbanistica di molte città europee. Il progetto “Disarmed
Cities”, presentato nell’ambito del primo bando del programma di cooperazione
territoriale europea Urbact III – Action Planning Networks – Fase 1, mira a
valorizzare la sostenibilità degli interventi di riconversione di tali siti,
promuovendo lo scambio internazionale di esperienze innovative e le iniziative
di formazione in materia.
Tra gli obiettivi del progetto,
rafforzare la collaborazione tra amministrazioni territoriali e soggetti
privati, per una cultura condivisa degli investimenti sugli spazi pubblici come
elemento strategico di sviluppo. Le aree abbandonate possono costituire risorse
importanti sotto il profilo economico, sociale, ambientale e culturale, capaci
di generare benefici per la comunità anche in termini occupazionali. La
riqualificazione delle aree militari dismesse rappresenta infatti
un’opportunità per la creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto in
considerazione della situazione economica attuale, ma è anche un'occasione
preziosa per trasformare siti “inattivi” in luoghi che possano favorire la
socializzazione e l’incontro tra i cittadini.
Capofila del progetto:
Comune di Piacenza.
Partner nella prima fase:
o Comune di Varaždin - Croazia
o Comune di Szombathely - Ungheria
o Comune di Cartagena – Spagna
Budget totale del progetto
per la Fase 1: 78.457,08 euro, di cui 61.354,94 euro di fondi europei per lo
Sviluppo regionale e 17.102,14 euro di co-finanziamento.
Budget totale del Comune
di Piacenza per la Fase 1: 35.557,16 euro, di cui 24.890,01 euro di fondi
europei per lo Sviluppo regionale, 5.333,58 euro di fondi nazionali
(rimborsati) e 5.333,57 euro di fondi propri, la cui copertura avviene tramite
rendicontazione delle spese di personale.
I TEMPI
Fase 1
La durata per la Fase 1 del progetto è di 6 mesi,
dal 15 settembre 2015 al 15 marzo 2016.
Durante questo periodo, verranno
organizzate delle visite-studio presso la città coinvolte, per la valutazione
dello stato dell’arte delle aree militari dismesse da parte dell’esperto del
Programma Urbact assegnato al progetto “Disarmed Cities”, accompagnato dai
project manager individuati da ciascun partner.
Fase 2
Durante la Fase 2, che ha durata di 24 mesi, spetterà
al Comune di Piacenza, in qualità di ente capofila, definire – in accordo con
l’esperto del Programma Urbact – un piano di lavoro per implementare l’attività
di scambio e apprendimento transnazionale, nonché per l’elaborazione del Piano
d’azione integrato, strumento di pianificazione delle aree militari dismesse
interessate dal progetto, condiviso da tutti i partner. Il contributo
complessivo per la sovvenzione di queste azioni varia tra i 600.000 e 750.000
euro, in base al numero complessivo di partner.
L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO
Le città partecipanti al progetto
dovranno individuare al proprio interno personale adeguato all’esigenza di
garantire, per sei mesi, la gestione efficiente e il coordinamento del
progetto.
Piacenza, Comune capofila, in
particolare designerà: un coordinatore di progetto, un responsabile finanziario
e un responsabile di comunicazione per la Fase 1. Ogni partner, a sua volta,
nominerà un coordinatore e un funzionario finanziario in ambito locale.
A Piacenza spetterà, nel ruolo di
capofila, la gestione del budget assegnato all’esperto del programma Urbact,
nonché l’assistenza agli altri Comuni nella rendicontazione e la stesura della
relazione finale sul progetto.
All’inizio dell’attività (potrebbe
già essere nel mese di ottobre/novembre 2015) verrà organizzato a Piacenza un
incontro della durata di due giorni, alla presenza di tutti i partner, così
come un meeting finale – sempre in sessione plenaria – presumibilmente nel marzo
2016.
IL COINVOLGIMENTO DEL TERRITORIO
Ciascuno dei Comuni partecipanti al progetto costituirà un
gruppo locale Urbact – composto da amministratori locali e dai soggetti
maggiormente coinvolti nel dibattito e nella progettualità legata alle aree
militari dismesse (rappresentanti del terzo settore e delle associazioni di
categoria, residenti, ecc.), nell’ottica di un percorso partecipativo volto
anche a garantire l’inclusione e l’accessibilità dei progetti di
riqualificazione alle persone con disabilità.
2C/Second Chance
Il progetto vede il Comune di Napoli per la quarta volta consecutiva a capo di una rete URBACT, in qualità di Lead Partner. La prima fase del progetto della durata di sei mesi coinvolge le città di Liverpool (UK), Lublino (Polonia) e Maribor (Slovenia) e ha un finanziamento iniziale, per la prima fase di circa 100.000 euro, nel corso della seconda fase la partnership comprenderà dagli 8 ai 12 partner con un costo totale eleggibile compreso tra i 600.000 e 750.000 euro.
Obiettivo della rete 2C/Second Chance, sarà quello di sperimentare nuovi modi processi e metodi di pianificazione per il riuso dei grandi contenitori e edifici abbandonati o vuoti, per riportarli a nuova vita e restituirli alla città. Lo scopo del progetto è infatti quello di sviluppare modelli di organizzazione e di finanziamento per trasformare gli attori locali in protagonisti della "rinascita" di questi edifici e di rafforzare attraverso l'innovazione il potenziale della comunità locale.
Le esperienze recenti della città di Napoli a livello politico e a livello amministrativo, sui "beni comuni", costituiscono un punto di partenza per sviluppare e sperimentare uno strumento innovativo utile per la rinascita dei grandi edifici abbandonati.
L'attività della rete vedrà la città di Napoli protagonista della ricerca e dello scambio di buone pratiche tra le città coinvolte, e permetterà di sviluppare un Piano di Azione Locale per lavorare sul tema della rivitalizzazione dei grandi complessi/edifici abbandonati insieme alla comunità, attraverso il coinvolgimento dei cittadini, valutando e pianificando una rinascita passo dopo passo, permettendo a tali complessi di "crescere" come una città, attraverso la collaborazione tra proprietari pubblici o privati e i cittadini.
2C/Second Chance
Il progetto vede il Comune di Napoli per la quarta volta consecutiva a capo di una rete URBACT, in qualità di Lead Partner. La prima fase del progetto della durata di sei mesi coinvolge le città di Liverpool (UK), Lublino (Polonia) e Maribor (Slovenia) e ha un finanziamento iniziale, per la prima fase di circa 100.000 euro, nel corso della seconda fase la partnership comprenderà dagli 8 ai 12 partner con un costo totale eleggibile compreso tra i 600.000 e 750.000 euro.
Obiettivo della rete 2C/Second Chance, sarà quello di sperimentare nuovi modi processi e metodi di pianificazione per il riuso dei grandi contenitori e edifici abbandonati o vuoti, per riportarli a nuova vita e restituirli alla città. Lo scopo del progetto è infatti quello di sviluppare modelli di organizzazione e di finanziamento per trasformare gli attori locali in protagonisti della "rinascita" di questi edifici e di rafforzare attraverso l'innovazione il potenziale della comunità locale.
Le esperienze recenti della città di Napoli a livello politico e a livello amministrativo, sui "beni comuni", costituiscono un punto di partenza per sviluppare e sperimentare uno strumento innovativo utile per la rinascita dei grandi edifici abbandonati.
L'attività della rete vedrà la città di Napoli protagonista della ricerca e dello scambio di buone pratiche tra le città coinvolte, e permetterà di sviluppare un Piano di Azione Locale per lavorare sul tema della rivitalizzazione dei grandi complessi/edifici abbandonati insieme alla comunità, attraverso il coinvolgimento dei cittadini, valutando e pianificando una rinascita passo dopo passo, permettendo a tali complessi di "crescere" come una città, attraverso la collaborazione tra proprietari pubblici o privati e i cittadini.

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